Darksiders 2

Tra tutti gli action-game usciti negli anni scorsi, Darksiders è uno di quelli che ho apprezzato maggiormente ed è dunque inutile dirvi quanto abbia atteso questo sequel. Il finale dell’avventura di Guerra, rinominato inspiegabilmente “Conflitto” in questa seconda iterazione del brand, mi lasciò infatti a bocca asciutta – per usare un eufemismo – e la possibilità di poter finalmente continuare questa epica avventura mi entusiasmava non poco… ma le mie aspettative saranno davvero state ripagate in pieno? Non vi resta che continuare a leggere la recensione per scoprirlo.

In quanto a narrazione, Darksiders II riprende esattamente – o quasi – da dove eravamo rimasti, mettendoci nei panni di Morte e dandoci un solo obiettivo: aiutare suo fratello Guerra. La storyline, qualitativamente in linea con quella del suo prequel, non è purtroppo particolarmente entusiasmante – almeno nella fase iniziale e centrale dell’avventura, con quest di scarso piglio e momenti davvero banali -il che vuol dire che non rimarrete di certo a bocca aperta di fronte a sconcertanti rivelazioni, ma non sbadiglierete neanche. Insomma, il minimo sindacale, o poco più, tranne che per la fine… ma io, di certo, non vi dirò altro in merito!

Il primo impatto con la realtà di gioco è stato molto “familiare”. Morte si muove e combatte così come faceva Guerra in passato e l’ottimizzazione strutturale e di gameplay rispetto al primo Darksiders è evidente sin dai primissimi minuti. Il sistema di combattimento, ora impreziosito da una ricca componente ruolistica che ne accresce il valore complessivo, è come sempre ottimo e la necessità di adottare approcci differenti in base al nemico da fronteggiare garantisce senz’altro un grande coinvolgimento lungo tutto l’arco dell’esperienza.

E questo specie durante le ottime e numerose battaglie con i boss, sempre affascinanti e stimolanti al punto giusto, senza mai risultare particolarmente frustranti.

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