Luigi’s Mansion 2 : Dark Moon- fine

Luigi’s Mansion 2 : DM non è da meno. Con il 3D attivo l’effetto “casa delle bambole”, dato dal fatto che Luigi si muove sempre – o quasi – all’interno di una stanza con soli tre muri visibili, una sorta di palcoscenico, è ancora più marcato e, in modo analogo a quanto avveniva per Super Mario 3D Land, la giusta profondità degli ambienti rende più semplice la risoluzione di alcuni enigmi e fa risaltare quei pochi effetti particellari – scintille, fumo e neve.

Tuttavia, l’effetto 3D si rivela, anche in Luigi’s Mansion 2: DM, croce e delizia della portatile Nintendo: il 3D e il giroscopio ancora non vanno d’accordo. Questo è un problema vecchio, affligge in egual misura i titoli sopracitati e tutti quelli che danno l’opportunità  di spostare la telecamera in prima persona inclinando la console. Per godere dell’effetto di profondità dato dal 3D – quante volte ho detto “3D”? – devo piazzarmi alla giusta distanza avendo lo schermo parallelo ai miei occhi ma, a meno di non voler sembrare uno scemo che gira busto e testa senza un motivo apparente, nel momento in cui si inclina la portatile l’allineamento si perde, le immagini si sdoppiano, il misuratore del 3D viene bruscamente abbassato, si maledicono i game designer di ogni razza e l’esperienza, bellissima, ne risente.

Altra piccola macchia, l’assenza del secondo stick analogico. Accantonando le polemiche sterili la questione è più o meno questa: se quando accendo la torcia o aspiro con il Poltergust la mira di Luigi rimane bloccata in una direzione, come faccio ad aggirare agilmente i fantasmi tirandomi fuori da situazioni spinose? Semplice, non posso.

Di questo il gioco non ne risente particolarmente, è progettato per non essere un titolo ostico, ma almeno, vista la presenza sul mercato di uno degli oggetti dal design meno ergonomico dai tempi del controller NES – il Circle Pad Pro. Pro? Ma Pro di cosa? – direi che dare la possibilità di utilizzarlo sarebbe stato motivo di riguardo per gli utenti, almeno quelli che l’hanno comprato, e un’occasione in meno per Phil Fish di sparare a zero su Nintendo. E invece no, anzi, se mentre aspiro/illumino/arcobalenizzo voglio farlo verso l’alto o verso il basso, senza dover intrecciare le mie dita cercando di premere contemporaneamente tasti lontani 3mm l’uno dall’altro, sono costretto a inclinare il 3DS nella direzione desiderata e… si ricomincia con gli anatemi contro i game designer.

Conclusioni

Non è un voto pieno poiché Luigi, in sostanza, è sempre Luigi – come Mario è sempre Mario, Zelda sempre Zelda, ecc. – ma a parte qualche elemento poco ottimizzato, che comunque ha un’alternativa più funzionale, la “magia Nintendo” scorre potente in Luigi’s Mansion 2: Dark Moon. Il gioco è vario, divertente, solido come sono solidi i giochi della grande N e ha una longevità discreta. Il livello di sfida, se giocato senza voler raggiungere il 100%, può risultare eccessivamente abbordabile ma ciò non toglie che questo nuovo capitolo delle avventure di Luigi sia un unicum nel panorama attuale, un must have.

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