Luigi’s Mansion 2 : Dark Moon [Recensione]

La mia stima verso Luigi subì una sorta di balzo quantico quando capii che la dicitura (Super) Mario Bros. stava a indicare che il cognome dei due idraulici fosse, in realtà, “Mario”. Quindi Luigi Mario, l’eterno secondo, un figura tragica destinata a rimanere nell’ombra già dalla culla. Solo quando giocai il primo Luigi’s Mansion provai finalmente un sentimento di rivincita. Da allora ho aspettato con trepidazione che Luigi tornasse a calcare il palcoscenico.

Specifico subito una cosa. Mentre in Luigi’s Mansion per Gamecube la villa apparteneva effettivamente a Luigi – una casa vinta chissà come, dove all’interno era stato imprigionato, dai Boo, Mario – in Luigi’s Mansion 2: Dark Moon non gli spetta proprio nulla e la mansion non è nemmeno una sola. Sarà che in Giappone c’è un deficit di insegnanti di lingua?

Il professor Strambic, inventore del “Game Boy Horror” e del Poltergust 3000, se la spassava in compagnia dei suoi spettri conducendo ricerche altamente nintendoscientifiche quando il Re Boo, per quella dispettosità intrinseca dei cattivi della grande N, rompe in tanti pezzi la Dark Moon, la Luna Nera – “sono la zingara che fa le carte…” chi ricorda i momenti più bui del palinsesto italiano? – un misterioso astro capace di tenere a bada e placare tutti gli spiriti. Vado svelto. Questi impazziscono, mettono a soqquadro il laboratorio di Strambic e, di nuovo, infestano tutta la regione. Il professore però chiama Luigi, suo fidato ghostbuster, e fornendogli la tecnologia necessaria – il nuovo Poltergust 5000 con torcia arcobaleno inclusa e l’erede del Game Boy Horror: il Nintendo Dual Scream (sono dei geni!) – lo invia a risolvere i suoi problemi in un continuo drop-in drop-out dalle aree di gioco.

Cosa è cambiato in 12 anni? Il necessario. Il gameplay fatto di esplorazione, ricerca, flash, aspirazione e scintille ectoplasmatiche è rimasto invariato, per fortuna. Certo, ci sono alcune novità fondamentali come la possibilità di attivare la “torcia arcobaleno” per individuare ciò che è nascosto, premere il tasto “A” per un boost di risucchio del Poltergust 5000, la possibilità di accumulare l’energia luminosa della torcia rilasciandola tutta insieme e una combinazione delle tre, ma nella struttura fondamentale ci siamo. Vecchi fan, state tranquilli! Ovviamente 12 anni sono abbastanza lunghi per giustificare alcune innovazioni e alcune assenze.

Si aggiungono inseguimenti di fantasmi canini, ossa dorate, elaborati marchingegni da attivare, sezioni di scorta e coop con i Toad del Professor Strambic e, in generale, un maggiore utilizzo dello scenario mentre, tra le assenze, c’è la possibilità di risucchiare e soffiare gli elementi – come il fuoco – permessa dal modello di Poltergust precedente. Mancano inoltre i carismatici proprietari della villa, i fantasmi cornice dai nomi buffi quali Armando Brividi, Coniugi Piroetti, Melody Pianissima, Big Tozzo, Sferruccia, ecc. Ci faremo l’abitudine.

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