Luigi’s Mansion 2 : Dark Moon

Lingotti e monete sono sempre lì, nascosti nello scenario, ma raccogliendoli non si doneranno più al Professor Strambic che poi avvierà un’impresa immobiliare ma saranno accumulati per i potenziamenti del Poltergust. Luigi canticchia ancora il motivo della colonna sonora ma fortunatamente non chiama più a gran voce Mario: finalmente un po’ di autosufficienza e la fama che gli è dovuta… oppure no? Gli ambienti di gioco sono molto diversi tra loro – dalla classica casa infestata alla fabbrica di orologi, dalla miniera sotterranea alla cima di un albero – arricchendo la varietà delle situazioni.

Il titolo non soffre di ripetitività, nonostante il gameplay semplice e un certo grado di backtracking, e la ricerca di ognuno dei frammenti della Dark Moon, uno per villa, si conclude in una manciata di missioni ognuna delle quali è diversa dalle altre. Alcuni aree di gioco lasciano il giocatore a bocca aperta e, dulcis in fundo, gli scontri con i boss – che sottostanno alla “regola dei tre colpi” Nintendo – pur essendo diversi nelle premesse si risolvono nello stesso modo: con i Possessori risucchiati dal fido Poltergust!

Avendo il solito sistema social macchinoso, dato che i livelli più alti della Torre del Caos richiedono un certo impegno e non essendoci la possibilità di una chat vocale – escluse quattro frasi fisse con cui elogiare gli alleati o richiamarne l’attenzione – vi consiglio di armarvi di pazienza o fare prima pratica con amici in carne e ossa. It’s a 3D world, baby! Prima ancora di iniziare l’avventura, prima di avviare il gioco o inserire la cartuccia nella console – ah, le cartucce – l’imperativo è: accendete il 3D. Che voi siate dei fanatici o meno del gimmick targato Nintendo, è innegabile che almeno i giochi pubblicati dalla società di Satoru Iwata ne facciano un uso magistrale; dallo splendido Locoroco al sempreverde Zelda: princess, la feature più discussa del 3DS trova la propria ragion d’essere.

Luigi è il protagonista assoluto, la sua tremarella persistente finisce per intenerire e, in generale, il livello di ilarità del gioco strappa più di qualche sorriso. Anzi, alcuni siparietti comici sono molto divertenti e mi chiedo come mai, anche per Luigi, non vengano rilasciate vagonate di titoli simili tra loro come avviene invece per Mar… basta polemizzare, l’ho promesso al capo redattore.

Basandoci sugli unici due episodi a nostra disposizione, non dovendoci aspettare quindi il prossimo Luigi’s Mansion prima di un’altra decade, direi che la Nintendo ha pensato di dare ai fan un motivo in più per rigiocare il titolo aumentandone la longevità: il tutto senza parlare ancora di DLC. Oltre ai collezionabili, alle missioni e ai tesori – come le monete rosse – c’è la questione multiplayer. Chiamato Torre del Caos, nella torre (secondo le modalità wireless locale, wireless locale limitata condividendo con gli amici la stessa scheda di gioco – pensavo non sarebbe più successo – e modalità multiplayer online) si affrontano delle missioni ad hoc per catturare nuovi fantasmi, accumulare punteggi, ripulire le torri e, probabilmente, rievocare gli anni ’80 giocando in quattro a fare i ghostbusters che incrociano i flussi.

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