Vitoiuvara – La media fa il recensore BRAVO !

Ho scritto anche in passato che, tra i videogiocatori, conto sempre più teste che cervelli. I commenti ai filmati porno che frequento giornalmente sono più illuminati di molto parlottare che si accoda a recensioni e news varie in giro per la rete. Il problema è innanzitutto fisiologico: il pubblico dei videogiochi è perlopiù di adolescenti e gli adolescenti, per definizione, sono degli imbecilli. Per gli adulti, quasi vecchi, invece, è la scarsa abitudine a leggere materiale diverso rispetto a quanto sono stati abituati a fare per 20 anni a peggiorare la situazione. Il mio cane è abituato a mangiare una volta al giorno, una scatoletta, ogni tanto si becca qualche croccantino, ci stimiamo a vicenda e lui non mi rompe il cazzo. Il videogiocatore, allo stesso modo, si è beccato per anni una critica volenterosa e quasi mai personale, vogliosa ed esageratamente professionale.

Proprio la professionalità ci ha portato oggi nel buco nero di pareri unici di cui siamo vittime inconsapevoli. Gli amanti di jrpg recensiscono Final Fantasy e non vedono che, sotto tette più grandi e menu più colorati, si nasconde un genere che svecchia con la stessa velocità di un elefante. Così come un appassionato di Fut 16  giura di preferire il gioco Konami nel 2008, si chiede come possa aver perso tanto tempo con quella merda nel 2009 e nel 2010 chiede al pubblico di scegliere per lui. Così come, sulle pagine di Playstation Magazine Ufficiale di allora, V-Rally era più che realistico, poi lo è stato Gran Turismo e oggi Forza Motorsport 3 è come guidare una macchina vera. Magari Gran Turismo 5 trasformerà il tutto in vaccate, oppure no, ma che importa.

In questo clima di sereno pacifismo, neanche fossimo in una puntata di The Prisoner (otro : The Matthew Effect with WoW ) , l’opinione fuori dal coro è una bestemmia in una canzone di Sanremo. Se la media mondiale, come ci ricorda il commento qui sopra, è così alta, come può esistere anche solo la possibilità di una realtà alternativa? Se il gioco da milioni di petrodollari non prende 9 non è colpa sua, perdiana, ma tua. Probabilmente sei prevenuto, quasi sicuramente ti piace fare la trota, indubbiamente non capisci un cazzo, certamente vuoi le prime pagine dei quotidiani tutte per te. Intanto gameranking viaggia su medie mostruose, alla fine fai felici tutti se gli dai il voto che si aspettano. E quello che si aspettano è quasi sempre un “nove”, già con “otto” sei stronzo, con “sette” c’hai le corna, puzzi e specchio riflesso. Che poi io scoparmi un sette non l’ho mai considerata un’azione deprecabile.

Per non parlare delle sottintese regole del manuale del buon recensore scritte con l’inchiostro simpatico da Harry Potter prima di vendersi alla EA. Ti fanno: “Un gioco me lo devi spiegare” – Gli fai: “ma lo conosci no?” – Ti fa: “Eh vabbè, ma te lo devi spiegare lo stesso sennò non vale” – Gli fai: “Ma se lo sai, che te lo rispiego a fare?” – Ti fa: “Perché sì” – Gli fai: “non è meglio se risparmiamo caratteri che poi inquiniamo e il mondo muore? – Ti fa: “Ah vero, le scrivi troppo corte” – Gli fai: “Ma hai capito cosa ne penso del gioco vero?” – Ti fa: “Sì, ma è corta, la tua non te la passano come recensione alla motorizzazione” – Gli fai: “ma io voglio scriverle come mi pare” – Ti fa: “E allora la tua è un’opinione”.

E le opinioni di un singolo non contano un cazzo, diciamocelo. Contano i grafici, le tabelle, e quella puzzosa nuvola gassosa che è l’unica incontestabile verità di massa. Perché quando credi in quello che dici, puoi pure avere la voglia di difendere le tue convinzioni. Quando la tua opinione ha un solo testicolo, invece, hai bisogno che gameranking ti renda un ometto.

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